Recoaro Terme 㨠una cittadina dell'Alta Valle dell'Agno, in provincia di Vicenza, situata su una conca delimitata tutt'intorno da verdi colline e dalla catena montuosa delle Piccole Dolomiti. Situata a 500 metri sul livello del mare, gode di un cli ma prealpino salubre e fresco che favorisce tanto la villeggiatura estiva quanto la pratica degli sport invernali nella localitã di Recoaro Mille.
Dista dal capoluogo Vicen za 42 km ed 㨠collegata da regolari servizi di autolinea. Si puã2 raggiungere percorrendo una trentina di km. della S.S. 246 dall'uscita di Alte/Montecchio dell'autostrada Serenissima Milano-Venezia, oppure dalla S.S. 11 padana superiore.
NOTIZIE S TORICHE
Le prime famiglie che si stabilirono sulle colline dapprima (Rovegliana) e nel fondovalle poi, erano certamente coloni tedeschi, con tutta probabilitã al seguito del Barbarossa, parlanti un dialetto germanico medievale successivamente chiamato "cimbro".
Si era poco dopo la metã del XII secolo e questi primi abitanti si dedicarono al dissodamento della terra per scopi agricoli, al disboscamento e alla trasformazione del legname in carbone. Per molti secoli furono costretti, anche per l'isolamento geografico in cui si trovavano, ad un'economia di sussistenza povera di tipo montano agro-pastorale.
La fortuna del piccolo paese sembra sia cominciata dopo il rinvenimento di una fonte ferruginosa avvenuta nel luglio del 1689 denominata LELIA, dal nome del suo scopritore, il conte vicentino Lelio Piovene.
Immediatamente iniziarono perã2 una serie di liti e controversie per il possesso ed il controllo della sorgente, naturalmente nella prospettiva di godere dei vantaggi economici che questa scoperta poteva produrre.
Il primo studio scientifico della fonte si deve a Giovanni Graziani, professore di medicina dell'Universitã di Padova, che nel 1701 nel libro "Thermarum patavinarum examen" illustrava le caratteristiche e le proprietã cur ative dell'acqua.
Le contese tra il nobile scopritore dapprima, quindi il proprietario del terreno e la stessa comunitã di Recoaro, per la proprietã e dunque per lo sfruttamento regolamentato della benefica acqua, proseguirono ancora per diversi decen ni. Contemporaneamente proseguiva anche l'irregolare prelievo grazie al quale, perã2, si era diffusa la notorietã dell'acqua fino a Venezia.
Finalmente dopo l'ennesimo tentativo di autoproclamazione di gestore dell'acqua da parte dei proprietari del fo ndo, costrinsero la Serenissima Repubblica di Venezia ad emanare nel 1752 un proclama nel quale si concedeva l'uso gratuito dell'acqua ferruginosa sia a locali che a forestieri, nominando custodi della fonte i proprietari.
Comincia finalmente l'ascesa di Recoaro.
Successivamente, infatti, furono avviati, sempre dalla Veneta Repubblica, i lavori di costruzione di un complesso architettonico su impianto classico denominato "Palazzotto" che doveva ospitare la captazione stabile dell'acqua, la custodi a e la mescita. Fu proprio durante i lavori che furono scoperte altre 3 nuove fonti che furono denominate Lorgna, Amara e Nuova.
Anche con il subentro dell'Austria alla Repubblica Veneta, lo sviluppo della cittadina termale prosegu㬠senza interruzioni.
Molte personalitã dell'arte e della cultura come ZANELLA, ALEARDI, NIETZSCHE scelsero Recoaro come luogo d'incontro, di cura e di riposo anche se il momento di maggior lustro fu raggiunto con la visita della REGINA MARGHERITA e del principe ereditario Vittorio Emanuele che nel 1879 trascorsero alcune settimane nella Conca di smeraldo.