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PRODOTTI TIPICI

(04 - 12 - 2003)

La provincia di Vicenza offre al visitatore goloso diversi piatti tipici, ciascuno dei quali puÃ2 essere coniugato ad un determinato periodo dell'anno e ad uno specifico vino del territorio.
La peculiarità e la creatività della tradizione culinaria della gente vicentina si evidenzia in alcuni piatti tipici: dal baccalà alla vicentina, ai capponi alla canevera, al capretto sullo spiedo, al castrato con risi e bisi, ai tanti risotti fra i quali quello con i piselli di Lumignano.
Nel periodo aprile-maggio-giugno, si gustano gli asparagi del bassanese, diuretici, depurativi e ricchi di vitamine. Altri piatti tipici sono la sopressa di Valli del Pasubio e di Recoaro debitamente accompagnata da una calda fetta di polenta brustolà, le trote della Valdastico, i toresani di Breganze acconpagnati dalla polenta onta, i bigoli con l'arna di Thiene, le tacchine (paete) con il melograno (malgaragno) di Montebello.
E si potrebbe continuare forse chissà all'infinito, ma in questa sezione evidenziamo solo alcune, per così dire, eccellenze, rinviando alla sezione "ricette" la spiegazione di altri piatti.

The province of Vicenza offers different typical food specialites, each linked to a precise time of the year and to a specific wine of the area. The creativity of the tradition of Vicenza is evident in some typical products: from baccalà alla Vicentina, cod with soft polenta according to the Vicentine tradition, to capponi alla canevera, capon, to capretto sullo spiedo, roasted kid, to castrato con risi e bisi, rice and peas with broth, to all the different ''risotti'', among which the risotto whit peas from Lumignano. April, May, June, is the time of the asparagus from Bassano. It is diuretic, depurative, and rich in vitamins.
Famous are also Sopressa, kind of salami, from Pasubio and Recoaro Valleys, generally eaten with a slice of grilled polenta polenta brustolà, trouts from Valdastico, torresani, pigeous from Breganze served with fried polenta, bigoli con l'arna, home-made egg-pasta served with duck bolonaise from Thiene, tacchine (paete) con il melograno (malgaragno) di Montebello, turkey with pomegranate from Montebello.
We could go on forever. In this section, however, we underline just few exceptional receipes, suggesting to visit the section ''ricette'' for the explanation of others receipes.

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VICENTINI MAGNAGATI
PROVERBI VICENTINI LEGATI AI CIBI:
Tempo e paia e se maura anca le nespole
Chi voee la noxe sbassi la rama, chi voee la tosa caressi la mama
non ghe xe carne in maceleria che da can o da gato non la vegna trassinà via
Avere el gato sul fogo (non avere niente da mangiare)
I sachi vodi no sta mia in pie
Szonta acqua, che xe quà parenti
Chi va in let sensa sena, tuta la note se ramena
Quel che no strangola ingrassa (e quel che non ingossa, passa)
Chi magna prima poco camina
Chi ordina, paga
Chi gà braga, paga (pagano gli uomini)
Beati gli ultimi, se i primi gà creansa
Nè a tola, nè a leto ghe vole rispetto
Magna quel che te ghè e tasi quel che te ssè
Questo sè queo che passa el Convento
Spuare sul piato dove che se gà magnà
Sena longa, vita curta
Pien come un ovo
Esser come el parsimolo
Ogni fruto par la so stagion
Batare le nose e tendere le tose, sè tutto tempo perso
Magnar ua de matina, se vive sensa medisina
Piantare i fasui col s-ciopo
Pan de un giorno, vin de du ani, tose da vinti ani
El formajo alla matina szè oro, a mezogiorno szè argento, ala sera szè piombo
Par esser straca la boca gà da saver da vaca
Del mas-cio no se trà via gnente
Se non la ssupa, el sze pan bagnà
El bocon del prete (il reggicoda del pollo)
Al primo de agosto, le anare sze mete arosto
Na dona e un bacalà, non i sze mai pestà assà
El vin bon sze in tela bote piccoa
Cafè de colo, ciocolata de culo(caffè della parte alta della caffettiera e cioccolata del fondo della pentola)
L'ospite sze come el pesse: dopo 3 giorni el spussa
Va a Ciupese a ciapar le rane col finfolo(si dice ad un ingenuo)

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CALENDARIO DEI CIBI RITUALI:
In taluni giorni del corso dell'anno era tradizione consumare dei cibi particolari, solitamente legati ai prodotti stagionali. Altri cibi erano legati a particolari lavori. Proponiamo qui una rassegna di essi.

Cibi propri di giorni particolari

1 gennaio - Uva conservata in casa
Carnevale - Frìtole. GrÃ1stuli
Venerdì grasso (vènare gnocolaro) - GnÃ2chi
Sabato grasso (Sabo bigolaro) - Bìgoli
Mercoledì delle ceneri - Bìgoli co Ã2jo e sardèla
Venerdì Santo - Bìgoli co Ã2jo e sardèla
Pasqua - Fuasse
Ascensione - BÃ2ndola co la lèngua (contro i morsi dei serpi)
S.Pietro (29 giugno) - Galo da somènsa, o primo galletto della covata
1 agosto - Vino bianco bevuto a digiuno (contro le febbri di agosto o contro i serpi)
Festa del Rosario (prima domenica di ottobre) - Bìgoli co l'arna
Festa dei Santi - rÃ2sto de osèi
Vigilia di Natale - CorgnÃ2i (Valdagnese)

Cibi legati a un'attività

Putana o schizÃ2to - Cotti sul focolare durante la lìssia (bucato) approfittando delle braci accese per scaldare la brÃ2a
Colombèta de Ã2jo - Quando si cuoceva l'infornata di pane (per ragazzi)
Bussolao - Immancabile quando si faceva un pellegrinaggio o un viaggio
Tastasale - prima di insaccare la pasta lavorata del maiale

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baccalàIL BACCALà ALLA VICENTINA - I RISTORANTI DEL BACCALà

UN PO' DI STORIA:di Alfredo Pelle
Nel 1432 il nobile veneziano Piero Querini con la sua cocca carica di vino cretese, sacchi di pepe, spezie e profumi, broccati, lasciate le Colonne d'Ercole, si dirigeva verso i porti della Lega Anseatica per fare lucroso commercio delle sue mercanzie.
Ma...a Calese per colpa del pedota ignorante, accostati alla bassa di S. Pietro, toccammo una roccia ed il timone uscì dalle cancare con grande pregiudizio... Erano cinquantasette marinai e solo dodici, calati in scialuppa, arrivarono alle isole Lofoten, in Norvegia.
Il Querini vi trovÃ2 due cose: pesce-bastone stesi ad asciugare e donne norvegesi sicuramente molto ospitali.
PortÃ2 in Italia il baccalà che, a onor del vero, non fu subito apprezzato.
Comunque nel tempo si diffuse a tal punto che oggi la nostra Regione consuma l'80% dello stoccafisso prodotto in Norvegia (oltre 1.000 tonellate).
HISTORY: by Alfredo Pelle
In 1432, Piero Querini, nobleman of Venice, sailed to the harbours of the Hanseatic League to sell wine from Creta, bags of spices, perfumes and brocades. But, ''once in Calese, due to the low tide in S. Pietro, the ship touched a rock, causing the distruption of the rudder. On 57 mariners only 12, on lifeboats, safely arrived to the Lofoten islands, in Norway.''
Here the Querini found 2 things: stockfish hanged to dry and very friendly Norwegean women. He imported the fish in Italy, but it wasn't immediately appreciated.
During the centuries, its use became more and more common and, nowadays, the Veneto Region uses the 80%of the dried-cod produced in Norway (over tahn 1,000 tonnes).

CURIOSITA':
In Veneto il pesce-bastone viene chiamato bacalà, mentre in tutta Italia piÃ1 correttamente stoccafisso. La ragione rimane ancora un piccolo segreto anche se sembra che qualche influenza l'abbia avuta il termine di origine spagnola bacalao.
Pur essendo il piatto piÃ1 famoso della cucina vicentina, non se ne conosce l'origine.
CURIOSITY:
In Veneto, stockfish is called ''Baccalà''; in the rest of Italy it is more commonly called dry-cod. We do not know the reason of this, but it was probably influenced by the spanish word ''bacalao''.


LA RICETTA:
La ricetta del baccalà alla vicentina è sicuramente di elaborazione popolare ed è stata tramandata oralmente di generazione in generazione. Ha subito adattamenti con il mutare del gusto ed è stata aggiornata con il sopravvenire di nuovi ingredienti. Nel tempo si è anche consolidata l'usanza di servire il baccalà con la polenta che deve essere tenera per non lasciare il sugo sul piatto.
Ingredienti per 10 persone:
- kg. 2,5 di baccalà già battuto e bagnato,
- 500 gr. di cipolle
- 1 litro di olio di oliva extravergine "delicato",
- 3-4 acciughe sotto sale
- 1/2 litro di latte fresco
- 50 gr. di formaggio Grana
- 2 cucchiai di farina
- prezzemolo tritato, sale e pepe.
RECIPE:
This recipe is certanly popular, orally transmitted from generation to generation. It was been adapted to every change of taste and new ingredients. In the years it became a habit to serve ''Baccalà'' with polenta, necessarily soft in order to absorbe the sauce.
INGREDIENTS: (for 10 people)
- 2,5 kg. bacalà already pounded and wet
- 500 gr. of onions
- 1 lt. extra-virgin olive oil ''delicate''
- 3-4 salted anchovies
- 1/2 lt. fresh milk
- 50 gr. parmesan cheese
- 2 tablespoons of flour
- chapped parsley, salt and pepper.


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brocolo BROCCOLO DI CREAZZO
IL BROCCOLO FIOLARO di Roberto Ostuzzi
Chiamato anche broccolo di Creazzo, è una delle 3.000 specie di Brassicacee coltivate in varie regioni fredde e temperate del mondo. Molte di queste hanno importanza come piante alimentari per l'uomo e già nell'antichità venivano coltivate per il loro effetto benefico sulla salute.
Il broccolo presenta un discreto apporto di calcio che, dato il suo basso contenuto di ossalati, viene assorbito al 60%. Il Broccolo possiede, inoltre, importanti caratteristiche antimutagene e anticancerogene visto l'elevato contenuto di sostanze antiossidanti.
Il suo consumo, in buona quantità, è indicato nell'alimentazione preventiva dei tumori dell'apparato digerente (colon, retto, stomaco), dell'apparato respiratorio (polmone), del seno, della prostata e dell'endometrio, nonché dei soggetti affetti da ipertensione arteriosa grazie all'apporto di potassio.
Also called Broccolo di Creazzo. It is one of the 3,000 spieces of ''brassicacee'' plants, cultured in various cold and mild regions of the world. Since the ancient times, many of these were also used for their beneficial effects.
Broccolo has a good quantity of calcium, 60% of which is completely absorbed by the human body; its antioxidant substances help to prevent cancer of the digestive tract (especially colon, rectum, stomac), of the respiratory tract (lung), breast, prostate and endometrium cancer. It also help to cure high blood presure, thanks for its percentage of potassium.
Herewith some receipes with Broccolo Fiolaro di Creazzo, suggested by some of the restaurants in Vicenza, during wintertime:


I PIATTI CON IL BROCCOLO FIOLARO DI CREAZZO proposti da alcuni ristoranti del vicentino nel periodo invernale:
Antica Osteria Da Penacio Via Soghe, 22 (Arcugnano - tel.0444 273540):
- Pasta di farina e acqua con broccoli fiolari
- Guazzetto di broccoli fiolari con medaglioni di merluzzo al lardone
Antico Ristorante da Primon Via Garbaldi, 6 (Noventa Vicentina - tel. 0444 787149):
- Crema di broccoli fiolari con chiodini e code di scampi
Vecchia Osteria Toni Cuco Via Arcisi, 12 (S.Vito di Grancona - tel. 0444 889306)
- Spuma di baccalà su zuppetta di broccolo fiolaro
- Risotto con broccoli fiolari e guanciale di maiale
- Petto di faraona farcito di broccoli fiolari e cotechino di fegato grasso
Trattoria Zamboni Via S. Croce, 14 (Lapio di Arcugnano - tel. 0444 273079)
- Sformatino di broccoli fiolari con guazzetto di Asiago stravecchio e guanciale di maiale croccante
- Zuppa di broccoli fiolari al pescato di giornata e peperoncino
- Lasagna di broccoli fiolari con salsa alle rosole
- Pernice grigia ripiena di broccoli fiolari con salsa alle spezie
Trattoria Isetta Via Pederiva, 96 (Grancona - tel 0444 889521):
- Garganelli con broccoli fiolari
Ristorante Miramonti da Gino Via Trotti, 30 (S.Gottardo - tel. 0444 893053)
- Risotto con broccoli fiolari
- Faraona con contorno di broccoli fiolari in tecia
- Controfiletto di maiale con salsa di broccoli fiolari
- Scaloppine di broccoli fiolari

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ciliegie2 LE CILIEGIE di MAROSTICA - Cerries of Marostica
In terra vicentina la primavera viene annunciata dalla comparsa di un bianco velo di fiori. è lo spettacolo commovente offerto dal ciliegio, che da tempo immemorabile prospera intorno a Marostica, piccola capitale della sua coltivazione, nella valle del Chiampo e sui Colli Berici. Impossibile descriverne in breve la gamma: secoli di selezioni la fanno variare per maturazione dal precoce al tardivo e per colore dal giallo al rosso cupo; per consistenza la polpa va dal croccante al morbido e il sapore si modula nelle piÃ1 sottili pieghe dell'aspro e del dolce. Alcune varietà nostrane su tutte: la Sandra di Marostica e la Durona del Chiampo, con la certezza di far torto a tante altre. Numerose, di riflesso, le manifestazioni a Marostica, Villaganzerla, Pianezze San Lorenzo, Castegnero, Chiempo e Mason, a cavallo tra maggio e giugno, in un viaggio alla scoperta dei tanti sapori della primavera vicentina.
In Vicenza and surroundings, spring is announced by the appearence of a white veil of flowers. This is the moving spectacle offered by the cherry tree, which from time immemorial has flourished around Marostica, the centre of its cultivation, in the Chiampo valley and on the Berici hills. It is impossible to describe its range in brief terms: centuries of selection have brought about ripening periods which vary from early to late, and colours from yellow to dark red; the pulp varies in consistency from crisp to soft and the flavour is finely graded from sour to sweet. To mention some local varieties at the risk of missing others/ the Sandra di Marostica and the Durona del Chiampo. Many are the festivals: at Marostica, Villaganzerla, Pianezze san Lorenzo, Castegnero, Chiampo and Mason, between May and June, providing an ideal excuse to make a journey to discover the many flavours of the spring in Vicenza and surroundings.

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asparagiL'ASPARAGO BIANCO DI BASSANO - White aparagus of Bassano
L'asparago di Bassano, delizia dell'Alto Vicentino, è un germoglio che non ha ancora rotto la terra e alla sua breve esistenza sotterranea deve il caratteristico biancore. Un vago color rosa lo riveste appena colto ed è l'unico concesso giacchè anche il minimo inverdimento lo declassa. La scoperta dell'asparago nel territori di Bassano si narra sia stata del tutto casuale e dovuta ad una grandinata violentissima che si abbatté nella zona intorno al '500. Tale grandinata avrebbe completamente distrutto la parte apigea dell'ortaggio costringendo così il colono a cogliere la parte che stava sotto terra, cioè la parte bianca. Si accorse, con stupore, che oltre ad essere commestibile era anche saporita e di gusto gradevole e da allora cominciÃ2 a cogliere l'asparago prima che spuntasse da terra. Tuttavia tra le genti del bassanese corre un'altra leggenda: si narra infatti che S. Antonio da Padova di ritorno dalle missioni africane avesse portato con sè alcune sementi dell'asparago delle quali si sarebbe servito per ammansire il feroce Ezzelino; infatti mentre se ne ritornava nella città patavina, percorrendo quel tratto di strada che va da Bassano a Nove, avrebbe seminato tra le siepi le sementi dell'asparago le quali avrebbero rigogliosamente allignato in una terra che tutt'oggi è fra le piÃ1 feconde per la coltura del turione. Di questa primizia il Bassanese fa gran vanto e profittevole mercato da secoli. I primi riscontri vengono dalle cronache veneziane, che nel 1534 registrano l'acquisto di asparagi bianchi per le mense dei dogi, ma le origini della coltivazione sono ancora piÃ1 remote. Nel Vicentino gli asparagi bianchi trovano sempre il modo di essere protagonisti in tavola, con il riso in un primo piatto di sobria eleganza come nei virtuosismi dei cuochi d'avanguardia. La tradizione vuole, comunque, che basti una semplicissima salsa a base d'uovo per gustarli al meglio. è quanto si puÃ2 fare alla Mostra dell'Asparago che si tiene a Bassano in aprile con un allettante contorno di manifestazioni gastronomiche.
The asparagus of Bassano, delight of northern Vicentino, is a shoot which has not yet broken the earth and owes its characteristic whiteness to its brief underground existence. It has a faint pink colour when it has just been picked, which is the only colouring allowed, since even the slightest greeness declassifies it. The Bassanese has been boasting about and profiting from this early production for centuries. It is first mentioned in the Venetian chronicles, which in 1534 record the purchase of white asparagus for the Doges' tables, but the origins of its cultivation are even more distant. In Vicentino white asparagus still manages to be the protagonists on the table, usually served with rice in a first course of simple elegance, to demonstrate the virtuosity of avant-garde cooks. However, according to the tradition, boiling water and a very simple egg-based sauce are sufficient to enjoy the asparagus at its best. This is how it can be enjoyed at the Mostra dell'Asparago (Asparagus show) which is hold in Bassano in April, with a tempting gastonomic display.
Le manifestazioni e I Ristoranti

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prosciuttiPROSCIUTTO DELLA VAL LIONA - Ham of Val Liona
Un tempo la consuetudine era quella di allevare il maiale, venderne le cosce lavorate a prosciutto per comprarsi un nuovo animale e tenere per sé il resto per far sopresse e salami. Pratica familiare ma anche affar di stato visto che di prosciutto veneto si parla già nel Trecento nelle cronache della Serenissima. Da questa tradizione discende l'odierna produzione berico-euganea, gratificata nel 1996 dal riconoscimento comunitario della Denominazione di Origine Protetta (Dop). Il disciplinare descrive un prosciutto " di color rosa tendente al rosso nella parte magra, bianco puro in quella grassa, dall'aroma delicato, dolce e fragrante" scendendo poi in dettagli riguardo la lavorazione delle carni, rigorosamente di Suino Pesante Padano. La zona di produzione si estende grosso modo al triangolo Montagnana-Lonigo-Noventa che fa ponte fra i Colli Berici ed Euganei. I prosciutti giungono sui banchi dei salumieri dopo una stagionatura amorevolmente prolungata per 10-12 mesi, garantiti dal marchio del consorzio con il leone alato di S. Marco.
Once people used to rear a pig, sell its legs as ham in order to buy a new animal for yourself and keep the rest to make sopresse and salami. A family practice but also an affair of state, since Veneto ham is mentioned as early as the Fourteenth century in the chronicles of the Venetian Republic. Today's Berico-Euganea production derives from this tradition, rewarded in 1996 by the community recognition of Protected Denomination of Origin (Pdo). The specification describes a ham "pink in colour, tending towards red in the lean part, pure white in the fat part, with an aroma that is delicate, sweet and fragrant", then going into details regarding he processing of the meat, strictly from Pesante Padano pigs. The production area extends roughly to the Montagnana-Lonigo-Noventa triangle which forms a bridge between the Berici and the Euganei hills. The hams will reach the charcuterie stalls after a maturing period lovingly prolonged for 10-12 months, with a guarantee for the consumer: the consortium trademark with the wingded lion of San Marco.

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TARTUFO NERO DEI BERICI - Black truffles of the Berici Hills
Di primo acchito li si direbbe tuberi, come le patate, ma per la scienza sono funghi ipogei, vale a dire organismi che hanno scelto di vegetare sotto terra in stretta simbiosi con alberi a foglia caduca e in special modo con le querce. Figli di delicati equilibri, sono chiari indicatori ambientali e abbondano solo là dove il bosco è sano. A orgoglio del vicentino, nei Colli Berici si trovano quattro specie di tarufo nero: Tuber Melanosporum, o "pregiato" - Aestivum, "d'estate" o "scorzone" - Brumale, "d'inverno" - Mesentericum, "ordinario", l'unico di scarsa rilevanza gastronomica. Epicentro della zona di ricerca è Nanto, che in luglio onora questo dono dei Colli con una festa, occasione da non perdere sia apprezzarne alcuni utilizzi gastronomici sia per acquistarlo.
Although in simple terms they are tubers, like potatos, science calls them hypogean fungi, that is, organism which have chosen to vegetate under ground, in close symbiosis with caducous-leaved trees and particulary with oaks. Born of a delicate balance, they are clear environmental indicators and only flourish where the wood is healty. To the pride of Vicentino, in the Berici Hills there are four species of black truffle: Tuber Melanosporum, or "esteemed" - Aestivum, "summer" or scorzone" - Brumale, "winter" - Mesentericum, "ordinary", the only one of minor gastronomic importance. The epicenter of the researching area is Nanto, which in July honours this gift from the Hills with a festival, an occasion not to be missed, wheter to appreciate some of its gastronomic uses, or to purchase it.

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formaggiL'ASIAGO DOP - Asiago Pdo
L'Asiago è stato uno dei primi prodotti tipici italiani a ottenere il riconoscimento comunitario della Denominazione di Origine Protetta (Dop). Riconoscimento dovuto poichè, per unanime consenso, è uno dei grandi protagonisti della casearia italiana. Erede del vezzena di antica tradizione è il cosiddetto Asiago d'allevo (stagionato), semigrasso a pasta compatta, di sapore piÃ1 o meno spiccato a seconda della maturazione: "mezzano" dopo 120-180 giorni; "vecchio" o "stravecchio" rispettivamente dopo uno o due anni di riposo. Gli è compagno sul mercato l'Asiago pressato, cosiddetto per la particolare lavorazione, prododotto di storia recente, che ha voluto assecondare l'evoluzione del gusto: tratto da latte intero, è pronto per la tavola, morbido e suadente, dopo una maturazione compresa tra i 20 e i 40 giorni. Per sincerarsi di persona della loro bontà c'è piÃ1 di un'occasione: oltre allo spaccio del consorzio di tutela, c'è la simpatica iniziativa, dal 1997, dei "caseifici aperti", che a fine agosto e a fine ottobre, forte dello slogan "così vedi cosa mangi", spalanca a tutti i curiosi delle cose genuine le porte dei santuari dell'Asiago.
Asiago was one of the first typical Italian products to obtain the community recognition of Protected Denomination of Origin (Pdo). Deserved recognition since, by unanimous consent, it is one of the greatest protagonists of the Italian cheesemaking industry. Heir of the Vezzena of ancient tradition is the so-called "Asiago d'allevo" (matured), medium fat with compact texture, with a sharp flavour which varies with ageing:"mezzano" after 120-180 days; "vecchio" or "stravecchio" after one or two years' ageing. Also on the market is the so-called "pressed Asiago", because of the special processing, a product of recent history, which was intended to align it with changing tastes: made from whole milk, it is ready for the table, soft and attractive, after an ageing of between 20 and 40 days. There are a number of opportunities to personally verify the quality of this cheese: in addiction to visiting the protective Consortium's shop, there is, since 1997, the "Open Cheese Factories" initiative, where at the end of August and at the end of October under the slogan "see what you eat", the doors of the sanctuaries of Asiago are opened to all those who are curious about the genuine article.

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IL GRANA PADANO DOP - Grana Padano Pdo
Il grana è il formaggio piÃ1 diffuso e antico della pianura Padana: le sue origini risalgono al Medioevo, quando vari ordini monastici si impegnarono nella messa a coltura di grandi estensioni di terre strappate alle paludi. E fu proprio l'esigenza di prolungare la durata del formaggio, che era uno dei prodotti di piÃ1 vantaggioso commercio, a far sviluppare quella tecnica di stagionatura che ha portato alla nascita del caratteristico formaggio a pasta dura che è giunto fin sulle nostre tavole. Una svolta nella storia si è avuta negli ultimi decenni con la codifica del ciclo produttivo e la delimitazione delle zone tipiche. Si è così distinto il "Parmigiano-Reggiano", circoscritto alle due provincie emiliane, dal "Padano", esteso a buona parte della Bassa pianura, Vicentino compreso. I disciplinari, da ultimo quello comunitario legato al riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (Dop), regolano ogni fase produttiva, dalla scelta del foraggio al controllo di qualità che autorizza a stampigliare il simbolo a rombi del Consorzio di tutela. Meno poesia e piÃ1 tecnologia, dunque, ma nel rispetto della tradizione. E non c'è migliore occasione della giornata dei "Caseifici aperti", sul finire di agosto e di ottobre, per sincerarsene in prima persona.
Grana is the most widespread and ancient cheese of the Po valley: its origins go back to the Middle Ages, when various monastic orders undertook the cultivation of large streches of land wrested from the marshes. It was precisely the need to prolong the duration of the cheese, which was one of the most commercially viable products, that brought about the development of the technique of salting which has resulted in the birth of the characteristic cheese with its hard texture, which has reached the tables. A turning point has occurred in its history in the last few decades with the codification of the productive cycle and the delimitation of the typical zones. Thus "Parmigiano Reggiano", limited to the two Emilian provinces, is distinguished from "Padano", extending over a good part of the southern land, Vicenza included. The latest community specification linked to the recognition of the Protected denomination of Origin (Pdo), regulates each productive phase, from the selection of the fodder to the quality control which authorises the stamping of the romboid symbol of the protective Consortium. Less poetry and more technology, therefore, but still with respect for tradition. There is no better opportunity than the "Open Cheese Factories" day, at the end of August and October, to see for yourself.

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I PISELLI DI LUMIGNANO

LA PATATA DI ROTZO

OLIO DI NANTO

IL MAIS DI MARANO, LA CILIEGIA DI MAROSTICA, IL FAGIOLO DELLA VAL POSINA, IL BROCCOLO FIOLARO DI CREAZZO, IL BACCALA' ALLA VICENTINA, LA SOPRESSA E I SALUMI VICENTINI, I FORMAGGI VICENTINI....


Autore: Vicenza ã¨/Vicenza Qualitã 
camera di commercio

www.provincia.vicenza.it

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